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Sui Sentieri della Grande Guerra

Dalle retrovie della Bassa friulana alla ricerca
dei segni nelle montagne del Friuli. 1914-2014

a cura di Enrico Fantin

Benvenuto Castellarin,
Enrico e Alex Fantin,
Mauro Fasan,
Giorgio Milocco,
Alessandro Morgera,
Anita Salvador,
Roberto Sandron,
Gian Franco Spadotto,
Roberto Tirelli,
Tullia Zorzi

Pubblicazione realizzata con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia Direzione Regionale della Cultura

Edizioni la bassa - collana/88 Associazione Culturale per lo studio della friulanità del Latisanese e Portogruarese

RINGRAZIAMENTI e AUTORIZZAZIONI

L'Associazione la bassa e il coordinatore dell'opera, Enrico Fantin,
rivolgono un sentito ringraziamento a:

Ministero della Difesa - Archivi Stato Maggiore Esercito Italiano - Roma; il Ten.Col. Carlo Venditti, Capo della 5^ Sezione del Servizio Ricompense e Onorificenze di Persomil, per avermi fornito gli elenchi dei Cavalieri di Vittorio Veneto; il Capo Sezione statistica Previmil Cosimo Rao, del Commissariato Generale per le onoranze ai Caduti in guerra; il direttore della 5ª Sezione “Albo d'Oro” Ten. Col. Giovanni Vergara Caffarelli.

L'Osterreischisches Staatsarchiv di Wien; il Museo Kobariski (Caporetto), il Centro di Documentazione Storica sulla Grande Guerra di San Polo di Piave (TV); il Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto (TN), i Civici Musei e la Biblioteca Civica di Udine; il Museo Civico del Risorgimento di Bologna; l'associazione storica Tiliaventum e Claudio Zanier, Paolo Strazzolini.

Si ringraziano, altresì il dr. Erich Hillbrand e il dr. Rainer Egger, Direttori dell'Osterreichissches Staatsarchiv di Vienna, per l'invio, a suo tempo, di interessanti documenti e fotografie inerenti ai territori occupati durante l'invasione austriaca 1917-18; il dr. Robert Rill, Direttore cartografia e fotografia dell'Archivio Storico; il dr. Peter Broucek e il dr. Peter Jung dell'Archivio di Guerra di Vienna; il dr. Loren Mikoletzky, Direttore Generale degli Archivi di Vienna; il prof. Eugenio Bucciol, Presidente Centro di Documentazione Storica sulla Grande Guerra di San Polo di Piave; la Biblioteca Civica “Joppi”, il direttore dott. Romano Vecchiet e Francesca Tamburlini; Giuseppe Bergamini, Presidente della Deputazione di Storia Patria per il Friuli, l'Amministrazione comunale di Latisana e la collaborazione di Gianni Pittis, Sandra Biasin e Stefania Del Rizzo;

Hanno fornito inoltre fotografie: Archivio “la bassa”, Enrico Fantin, Fotocineclub Lignano, Doriano Moro, Massimiliano Galasso, Francesco Paolo Gusso, Gianni Strasiotto.

Le fotografie de “I sentieri della memoria” sono di Alex e Enrico Fantin.

Inoltre, la bassa, è grata verso tutte quelle persone che hanno fornito, dalle loro collezioni private, e concesso la riproduzione di materiale fotografico dell'epoca. “la bassa”, infine, è riconoscente verso la Presidenza della Regione Friuli Venezia Giulia per averci riconosciuto quale “Organismo culturale di interesse regionale”, alla Direzione Centrale Regionale Istruzione, formazione e cultura e al dott. Massimiliano Bonaccorsi.

AUTORIZZAZIONI

Amministrazione Comunale di Portogruaro, autorizzazione n. 43743 del 17/10/2013 alla riproduzione di alcune fotografie contenute nel piccolo album “Erinnerung aus Portogruaro”.

Immagini tratte dal libro next

Indice

Presentazione di Roberto Tirelli - Presidente “la bassa”

CAPITOLO 1
di Roberto Tirelli

In timp di uere: paesi e popolazione civile nella Bassa friulana (1914-1919)

CAPITOLO 2
di Enrico Fantin

Il Comando della Difesa della Iª Zona Costiera e della Testa di Ponte di Latisana
Incursione aerea nella notte del 24-25 maggio 1916 a Latisana
I danni di guerra alle chiese di via Sabbionera e di Latisanotta nei verbali del Tribunale di Udine
Ospedali militari e da campo nel latisanese

CAPITOLO 3
di Enrico Fantin

Dopo cent'anni onorati i 18 Caduti latisanesi della Grande guerra

CAPITOLO 4
di Enrico e Alex Fantin

Sui sentieri della grande guerra.
Alla ricerca dei segni nelle montagne del Friuli
“I sentieri della memoria”

CAPITOLO 5
di Alessandro Morgera

Memorie di pietra.
“Monumenti e cippi sul fronte del Carso e dell'Isonzo”

CAPITOLO 6
di Giorgio Milocco

La vigilia della guerra Italo-Austriaca e il 24 maggio nella Bassa “Imperiale”

CAPITOLO 7
di Roberto Sandron

L'anno dell'invasione:
“Effetti sul tessuto produttivo a Portogruaro”

CAPITOLO 8
di Mauro Fasan e Gian Franco Spadotto

Meduna di Livenza nella Prima guerra mondiale

CAPITOLO 9
di Benvenuto Castellarin

Appunti di storia dagli archivi parrocchiali e del Comune di Ronchis

CAPITOLO 10
di Tullia Zorzi e Anita Salvador

Lettere dal fronte e dalla prigionia

Appendice documentaria
di Enrico Fantin

Decorati al Valore Militare della guerra 1915-1918 di alcuni comuni della Bassa friulana
I ragazzi del '99 e Cavalieri dell'ordine di Vittorio Veneto
Documenti
Fotografie

Presentazione

Ad un secolo di distanza, il primo conflitto mondiale fa ancora parlare e scrivere di sé. È stato un evento che, sin dagli inizi, ha coinvolto le persone e le comunità di tutta Europa ed ha lasciato una memoria viva, tramandata con dovizia di particolari e di emozioni. Per la generazione di chi scrive in questo volume la grande guerra significa rievocare i ricordi dei nonni, che ne raccontavano volentieri, mentre erano piuttosto reticenti sul secondo conflitto mondiale.

L'Associazione “la bassa” in coincidenza con i 100 anni di quel che iniziò a Sarajevo nel 1914 e terminò con i trattati di pace parigini del 1919, ha voluto rievocare un aspetto poco conosciuto: la vita di retrovia, dei soldati, certamente, ma soprattutto della popolazione civile. E ciò partendo proprio dal fatto che i paesi della Bassa friulana costituirono una duplice retrovia: prima del Carso, poi del Piave.

Il “collegio” degli scrittori e ricercatori dell'Associazione ha così messo assieme documenti, studi, testimonianze, curiosità, problematiche, con la solita cura nella ricerca e con l'applicazione di un totale volontariato. È un modo per rendere omaggio a quella generazione che ormai ci ha del tutto lasciati, ma che ancora vive negli affetti familiari di ciascuno. È un trasmettere un patrimonio che, altrimenti, andrebbe perduto.

Ecco perché questo libro è un contributo essenziale alla messe di iniziative che avranno come tema conduttore il primo conflitto mondiale in occasione del centenario.

A me non rimane altro se non ringraziare i “colleghi” per i loro preziosi interventi con una sollecitazione, se vi saranno, ai giovani lettori ad unirsi all'impegno de “la bassa” per una cultura a portata di tutti.

Semplicemente questo è un libro da leggere perché non parla di battaglie, ma di donne, di uomini, in divisa e no, di bimbi, di anziani, di povera gente.

Non è certamente il primo volume a trattare della grande guerra edito da “la bassa”. Ricordiamo nel 1988 “La Bassa friulana nella grande guerra” e nel 2008 “La prima guerra mondiale nel 90° della fine”. Questo volume completa, dunque, una trilogia che, evidentemente non è esauriente, ma diventa un buon bagaglio documentale e culturale per futuri studi.

È d'obbligo un ringraziamento per il curatore della pubblicazione il tenace Enrico Fantin che vi ha messo la sua straordinaria passione.

Non mancano certamente documenti, memoriali, ricerche su un conflitto che ha lasciato un così profondo segno nelle memorie paesane, familiari ed individuali. Gli aspetti militari sono stati affrontati da ambo le parti in guerra evidenziando tutti gli aspetti caratterizzanti le battaglie ed i principali eventi di quegli anni. L'abbondante bibliografia, che sicuramente verrà accresciuta con le celebrazioni del centenario, ci offre un panorama completo e non è il caso di “pescare” dalla moltitudine di testi, ripetendo quanto già ottimamente descritto da altri. Si tratta di fare una riflessione su quanto accaduto su un territorio geograficamente individuato, qual è la Bassa friulana, nella sua duplice identità, l'una legata alla appartenenza all'impero austro-ungarico, l'altra dal 1866, appartenente al giovane regno d'Italia. Ci sono fenomeni comuni e fenomeni che si differenziano nel grande sconvolgimento creato dagli eventi bellici. Ci sono ancora, purtroppo, dei luoghi comuni da sfatare poiché come diceva Romain Gary (Vilnius, 8 maggio 1914 - Parigi, 2 dicembre 1980), “il patriottismo è l'amore per i nostri, il nazionalismo è l'odio degli altri”. Il secolo trascorso dalla guerra ha notevolmente mutato i giudizi e le opinioni e la comune appartenenza dei popoli belligeranti all'Unione europea sta facilitandola comprensione degli errori passati e la loro genesi. Il tempo è passato anche per la Bassa friulana ed i cambiamenti si vedono.

Guardando indietro agli eventi del 1914-1918, cessata ogni forma di retorica, e venuti meno tutti i motivi che allora generarono lutti, distruzioni, contrasti, la storia si legge con serenità ed anche se alcuni pensano non sia maestra di vita, la sua conoscenza indubbiamente ci può essere di monito a non commettere più “inutili stragi” ed a coltivare la pace più che il pacifismo.

IL PRESIDENTE
la bassa
Roberto Tirelli

Dopo cent'anni onorati i 18 Caduti latisanesi della grande guerra

Diciannove anni addietro, prima come segretario e poi come presidente dell'Associazione culturale “la bassa” avevo indirizzato al Sindaco una richiesta scritta per inserire sulla facciata lapidea del monumento ai Caduti i nomi “dimenticati” di 18 giovani militari latisanesi morti durante e a causa della Prima guerra mondiale.

È durata un arco di quasi vent'anni per veder esaurita la nostra richiesta di inserire quei nomi di nostri concittadini, tanto da sembrare che una semplice richiesta così doverosa e civile abbia così tanto penato.

Ecco i nomi dei Caduti, ignorati dalla storiografia ufficiale:

Altan Domenico di Angelo, cl.1884, Bigotto Giovanni di Giuseppe, cl. 1889, Bivi Alessandro di Luigi, cl. 1887, Braida Giuseppe di Michele, cl. 1895, Cecconi Ottavio di Vittorio, cl. 1894, Cesca Girolamo di Luigi, cl. 1888, Cicuttin Giacomo di Francesco, cl. 1890, Faggiani Giuseppe di Clemente, cl. 1889, Fantin Luigi di Giovanni, cl. 1898, Furlan Primo, cl. 1897, Gardin Giovanni di Giacomo, cl. 1884, Gobbato Giuseppe di Pietro, cl. 1884, Gobbo Luigi di Anselmo, cl. 1898, Margheritta Valentino di Pietro, cl. 1888, Marosa Luigi di Federico, cl. 1884, Paron Angelo di Pietro, cl. 1889, Urban Emilio di Cesare, cl. 1882, Valvason Giovanni di Giuseppe, cl. 1893.

La domanda era stata inoltrata nel 1994, anno in cui la nostra associazione aveva dato alle stampe il libro: “Vicende belliche nel latisanese. Dai saccheggi napoleonici alla seconda guerra mondiale”. Le nostre ricerche portarono alla scoperta che diversi nomi di caduti latisanesi, peraltro inseriti nell'”Albo d'Oro”, non erano stati scolpiti nel monumento cittadino posto davanti le Scuole elementari di Viale Stazione. Una seconda richiesta venne da me trasmessa nel 1998 in occasione di una nuova pubblicazione dal titolo: La Bassa friulana nella Grande guerra 1915-1918. Anche questa volta senza alcun positivo risultato (fig. 1).

Con l'insediamento del nuovo sindaco, Micaela Sette, nel 2001, la richiesta pareva volgere a buon esito, tanto che fu dato alle stampe un libricino, a mia firma, stampato a mie spese, con l'elenco di tutti i nomi dei Caduti della Prima e anche della Seconda guerra mondiale (fig. 2). La cerimonia doveva svolgersi ai primi di novembre del 2002 in occasione della festa delle Forze Armate. Purtroppo, per ragioni a me sconosciute, la targa con i nomi dei 18 Caduti non venne posta nel monumento. Ugualmente vi fu una dignitosa cerimonia con la compartecipazione dell'U.N.I.R.R., dove vennero consegnate ai familiari dei Caduti e dispersi in Russia una medaglia a ricordo. Il libricino fu parimenti distribuito, in omaggio, ai partecipanti la cerimonia.

Nel contempo furono trovati ulteriori documenti a testimonianza della causa e furono riportati in un apposito capitolo “Soldati latisanesi caduti e dimenticati”, a pag. 51, di un terzo volume, dato alle stampe nel 2008, dal titolo: La Prima guerra mondiale nel 90° della fine. Un itinerario della memoria fra il Carso e il Tagliamento, fra la Diocesi di Udine e Concordia-Pordenone (1918-2008).

Or bene detto volume fu inviato al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con una lettera di accompagnamento dove si chiedeva “di aggiustare e rendere onore, seppur in ritardo, a quei nostri concittadini” (fig. 3). La Prefettura di Udine, aderendo ad un invito della Presidenza della Repubblica, in data 24 novembre 2010, mi comunicava che “…Il mancato accoglimento di tale richiesta, finora, è stato causato da difficoltà operative evidenziate dal Sindaco di Latisana. Tali difficoltà si riferiscono, in particolare all'identificazione dei latisanesi deceduti ed alle modalità da seguire per intervenire su un monumento storico con l'apposizione della targa ricordo”(fig. 4).

Tale risposta non mi soddisfece in quanto ero in possesso di copie di documenti del Ministero della Guerra, certificanti la morte dei soldati ed esisteva persino una tomba nel cimitero di Latisanotta; allora chiesi un appuntamento al Capo di Gabinetto della Prefettura di Udine, dott.ssa Maria Rita Coluccia, per spiegare la vicenda e consegnare copia della documentazione. Il 17 gennaio 2011 fui ricevuto dalla dott.ssa Coluccia e le consegnai il plico e spiegato le motivazioni, al che ella si disse dispiaciuta di non poter essermi d'aiuto poiché doveva essere il Comune a decidere il prosieguo (fig. 5).

Di tutta questa intrigata vicenda ne venne a sapere il nuovo sindaco di Latisana, Salvatore Benigno, il quale mi chiese maggiori delucidazioni. Egli prese subito a cuore l'iniziativa telefonando al Capo di Gabinetto della Prefettura di Udine. Avuto conferma della richiesta si è subito rivolto al Ministero della Difesa, Sezione Albo d'Oro e al Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti in Guerra, che hanno risposto confermando che i nominativi segnalati dall'Associazione “la bassa” corrispondono ai loro elenchi (fig. 6).

Sono ancora convinto e resta tuttora valido di quanto scrissi nel 2002 e 2008 dei già sopra citati volumi:

Elenco caduti latisanesi onorati dopo cent'anni

Pur avendo trovato nomi nuovi da aggiungere al già abbondante e triste elenco dei gloriosi caduti latisanesi, penso che ci sia ancora molto da fare per ricostruire e integrare le diverse lacune in merito all'argomento. Già è stato difficile trovare questi nominativi dopo quasi cent'anni. Vuoti che più si trascineranno nel futuro e più difficili diverranno le ricerche, anche perché, inesorabilmente, l'oblio verrà a coprire questa mesta pagina di storia.

Tuttavia è stata collocata un nuova tessera nel grande mosaico della storia latisanese: un tassello di storia doveroso verso quei poveri ragazzi che pronti alla chiamata del dovere hanno immolato la loro giovane vita alla Patria. Una pagina seppur scritta in ritardo, vuole rendere onore alla loro memoria, a quella dei loro discendenti e affinché rimanga a perenne ricordo della loro cittadina. Una pagina che sarà senz'altro di aiuto ai futuri ricercatori e storici latisanesi.

Ma al di là di possibili disquisizioni siamo giunti finalmente ad una prima doverosa soluzione del problema segnalato da “la bassa”. Infatti, il 31 ottobre 2013 è stata posizionata la targa marmorea nel monumento cittadino con incisi i 18 nomi dei militi latisanesi ed inaugurata il 3 novembre in occasione delle celebrazioni della Festa dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate. L'opera è stata eseguita dall'artista scalpellino Attilio Zamarian, autore peraltro del restauro dello stesso monumento sventrato da un vile attentato fra la notte del 13 e 14 settembre 1971.

E ciò è merito del sindaco attuale di Latisana, Salvatore Benigno, che ha dimostrato una spiccata sensibilità civica e si è fatto parte diligente per avviare ad una involontaria incresciosa omissione.

Ringraziamenti

L'Associazione la bassa e il coordinatore dell'opera, Enrico Fantin, rivolgono un sentito ringraziamento a: Ministero della Difesa - Archivi di Stato Maggiore Esercito Italiano - Roma; il Capo Sezione statistica Previmil Cosimo Rao, del Commissariato Generale per le onoranze ai Caduti in guerra e il direttore della 5ª Sezione “Albo d'Oro” Ten. Col. Giovanni Vergara Caffarelli.