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copertina Effemeridi. Racconti della nostra terra dal I al XX secolo d.C.

Effemeridi. Racconti della nostra terra dal I al XX secolo d.C.

di Paola Zoffi

Nel panorama letterario della nostra regione acquista sempre più eco il nome di una giovane autrice in grado di riportare sulla bianca pagina, con padronanza di penna, vicende impreziosire dalla poesia del tempo lontano. E' Paola Zoffi, già vincitrice di numerosi premi letterari nazionali ed internazionali, grazie all'indubbia qualità della sua produzione artistica. Il mondo della narrativa si arricchisce della sua firma destinata a diventare un punto di riferimento sicuro per i lettori.

Quanti avranno modo di apprezzare il contenuto di questa silloge di racconti, pubblicata a cura dell'Associazione Culturale “La Bassa”, noteranno come l'autrice prediliga del passato squarci, situazioni, sentimenti, stati d'animo di un popolo di anonimi che trovano il loro riscatto morale nel custodire una dignità il cui valore oggi purtroppo è poco sentito. La sensibilità, la forza di analisi con cui l'autrice ama penetrare nel mondo interiore dei suoi personaggi ci ripropongono debolezze e pregi che hanno sempre accompagnato il vivere degli esseri umani. Merito della Zoffi è quello di aver colto i sapori e i profumi di un'umanità friulana che nel corso del tempo ha mantenuto inalterata l'immediatezza del suo sentire.

Lo sviluppo dei racconti è diacronico: dal I secolo d.C. sino alla metà del secolo scorso e offre come scenario i paesaggi e gli ambienti naturali del Friuli-Venezia Giulia. Numerosi personaggi si alternano colti ognuno nelle proprie manie, illusioni, rivalse nei confronti delle leggi della vita non sempre generosa. Il carattere che emerge e che pervade tutti i racconti è una sorta di “humanitas” con cui l'autrice si avvicina e sa cogliere le note più delicate, i risvolti psicologici più imprevedibili dei suoi personaggi. Il suo sembra essere il rispetto di chi, pur vivendo lontano dai tempi che tratta, non può che ammirare il fascino di un'epoca esistente solo nella nostra memoria. Quelli di Paola Zoffi sono personaggi che vivono nell'anonimato, senza grandi storie che li contraddistinguano, senza particolari aureole. E pur tuttavia personaggi che destano profonda simpatia per i loro sentimenti, che nascono da un mondo interiore di profonda semplicità, così intensa da suscitare la nostra tenerezza oltre che il nostro benevolo coinvolgimento emotivo. La penna dell'autrice diventa leggera, in segno quasi di rispetto per il mondo di untili che anima i racconti della silloge. Ed il modo di scrivere acquista i caratteri di prosa lirica, come lirica è la veste dei secoli di cui Paola diventa delicata cantrice.

Abbiamo già individuato alcune peculiarità della produzione narrativa della scrittrice: la leggerezza espositiva, la melodia del suo periodare, la particolare vocazione per vicende che invitano al nostro sorriso, il saper cogliere con lieve ironia i moti di animo di personaggi che vivono le note salienti della loro epoca.

Paola Zoffi ama anche dipingere: i suoi quadri sono animati da figure e da scorci di antichi tempi, a testimonianza del suo interesse per tutto ciò che è passato. Identico è lo sguardo con cui presenta al pubblico dei lettori i suoi racconti: un invito a cogliere il fascino e la poesia di ciò che non ritornerà più, avvalendosi di vicende che vedono come protagonisti personaggi di ogni ceto sociale, siano essi umili artigiani, contadini, mercanti, becchini, operaie o esponenti dell'aristocrazia. Un mondo composito, ricco di sentimenti contrastanti, colto nella sua genuinità. Un mondo che merita di essere offerto al pubblico dei lettori della nostra regione perché possano riappropriarsi del sapore della vita, forse di quella vera, di cui oggi stiamo perdendo traccia.

Se è vero che un'opera narrativa è una finestra aperta attraverso cui è possibile cogliere le inquietudini dell'esistenza, Paola Zoffi con la silloge che ci propone ha l'indiscutibile merito di aver evidenziato la continuità delle aspirazioni e dei sentimenti che accompagnano gli individui indipendentemente dalle età in cui la forza imperscrutabile del destino li ha radicati. E questo non è di poco conto. Una lieta sorpresa dunque quella di Paola Zoffi per il mondo letterario. Ed è a lei che rivolgiamo un sincero grazie per l'encomiabile opera che col tempo, e ne siamo convinti, darà ulteriori e rigogliosi frutti.

(Dalla prefazione di Giuseppe Sciuto).