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Il Calvario Degli Alpini

Enrico Fantin

Il Calvario degli Alpini nelle campagne di Grecia e Russia

Una storia per immagini nel 150° dell'Unità d'Italia (1861-2011)

Tutti gli Alpini, sopravvissuti
alle campagne di Grecia e di Russia
avevano molte cose da raccontarci.
Molti di loro le hanno potute esprimere
attraverso la pubblicazionedi libri e memorie.
Questo volume esce e vuole presentarsi
come la voce di tutti gli altri Alpini
che non hanno potuto narrare la loro odissea

AUTORIZZAZIONI E RINGRAZIAMENTI

L'Associazione "la bassa" ringrazia La Regione Friuli Venezia Giulia, il generale Giovanni Manione, comandante della Brigata Alpina "Julia", l'Associazione Nazionale Alpini con il suo presidente Corrado Perona, i presidenti delle Sezioni A.N.A. del Friuli Venezia Giulia: Carnica, Cividale, Gemona, Gorizia, Palmanova, Pordenone, Trieste, Udine e l'A.N.A. Nord-America che hanno dato il patrocinio alla presente pubblicazione.

Gli ufficiali della "Julia": ten. col. Gianfranco Spagnolo, ten. col. Giuseppe Comisso, ten. col. Vittorio Mancini, direttore delle Sale Cimeli "Julia".

L'Associazione "la bassa" sentitamente ringrazia tutti i collaboratori e le persone che hanno voluto partecipare alla stesura del libro offrendo notizie, documenti e fotografie, e le Istituzioni che hanno rilasciato documenti e l'autorizzazione a pubblicarli, in particolare il Comando Generale della Brigata Alpina "Julia" di Udine, il generale in Ausiliaria Bruno La Bruna, già direttore del Museo della Brigata "Julia" per la grande disponibilità ed il rilascio di immagini e documenti storici inerenti alla gloriosa Divisione "Julia", grazie anche ai lasciti delle famiglie degli autori: Giuseppe Rosa Salva, Walter Fraticelli, Arturo Giacomelli, Eliano Venuti, Giovanni Periz, Santo Vincenzo De Paoli, Inoltre, hanno concesso materiale fotografico, le famiglie: Caterina Panzerini ved. De Paoli, Eliseo Strazzolini e mons. Lionello Del Fabbro, l'Ufficio storico dello Stato Maggiore dell'Esercito di Roma, il Museo del Tempio di Cargnacco, Andrea Miani, per le lettere dal fronte russo, Rino Della Bianca per l'elaborazione dei fotogrammi ricavati dai filmati storici.

L'autore è grato verso Giovanni Gasparet, Daniele Pellissetti e Gino Vatri che per primi hanno aderito e voluto sostenere la diffusione del volume.

Elio De Anna

Molte sono le iniziative di vario genere nate nel nostro Paese e in regione per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia. Il modo scelto dall'associazione "la bassa" - organismo meritorio per le molteplici attività che promuove - mi sembra particolarmente originale: poiché ha deciso di ricordare la ricorrenza dedicando un volume agli Alpini!

Un corpo militare, questo, che riscuote da sempre la simpatia di tutti i cittadini, che ha saputo e sa - in armi e da civili - offrire agli altri una solidarietà che va ben oltre il senso del dovere e che nel Friuli Venezia Giulia gode di una particolare unione con la popolazione per la tradizionale presenza degli Alpini della gloriosa "Julia", Scorrendo velocemente i contenuti di questo libro emerge la quantità di notizie e di informazioni che esso raccoglie, la storia degli Alpini intrecciata con quella del nostro Paese, quasi sempre legate nei momenti più drammatici e tragici delle guerre alle quali gli Alpini hanno partecipato e nelle quali è emerso un valore che forse oggi è sempre più desueto: il dovere.

Credo che se tutti prendessimo esempio dagli Alpini, dal loro prodigarsi "per dovere" in mille e mille iniziative (e non parlo di guerra, ma degli eventi che travolgono la popolazione in tempi di pace: ricordo per tutti solo ciò che hanno fatto in occasione del terremoto in Friuli), la nostra società sarebbe migliore moralmente e funzionerebbe meglio materialmente. Un plauso quindi a "la bassa" per questa iniziativa, un compiacimento vivo e sentito a Enrico Fantin per la sua fatica e il suo impegno ed infine un augurio per il più vivo successo all'iniziativa.

REGIONE AUTONOMA FRIUlI VENEZIA GIULA

Elio De Anna
Assessore alla Cultura
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia

Giovanni Manione

Sono veramente grato all'autore per avermi offerto l'opportunità di portare il saluto mio personale e di tutti gli Ufficiali, Sottufficiali; Graduati e Alpini, che oggi, prestando servizio nei ranghi della "Julia", onorano il loro giuramento di fedeltà alla Patria.

Con questa nuova opera, l'Alpino Enrico Fantin sottrae all'oblio numerose testimonianze fotografiche e preziosi documenti inediti e ci rende partecipi del vissuto di tanti giovani, che, 70 anni orsono, sono stati strappati alle loro famiglie e ai loro affetti per ritrovarsi, pedine inconsapevoli, nel vortice di eventi di portata epocale.

È vero, 70 anni ci separano dalle tragiche campagne degli Alpini sul fronte greco-albanese e in terra di Russia, eppure nello sfogliare le pagine di questo libro ho rivisto qualcosa di familiare: allora come oggi la vita di un Alpino è fatta di momenti individuali; oggi come ieri a un Alpino poco importa della "grande" storia.

Anche i nostri Alpini che, durante una missione in Afghanistan, sono impegnati in uno scontro a fuoco hanno la consapevolezza di essere parte di quel vissuto quotidiano, di quella storia "minore" che si vive e si scrive giorno per giorno.

Ecco perché le testimonianze dei ragazzi di ieri e di quelli di oggi sembrano così simili. Solo la forma le distingue: ieri erano affidate a una cartolina o a una lettera, oggi, invece, grazie ai moderni mezzi di comunicazione, viaggiano veloci attraverso i continenti.

Tuttavia, anche se noi disponiamo di Facebook, Skype e Twitter, per chi resta a casa è difficile avere una chiara comprensione di cosa effettivamente i nostri ragazzi compiono all'estero.

Non è colpa di nessuno. Il problema è che per comprendere appieno una vicenda, bisogna aver vissuto in prima persona ciò che viene raccontato. Di questo è consapevole Enrico Fantin.

Infatti, le pagine de "IL CALVARIO DEGLI ALPINI ELLE CAMPAGNE DI GRECIA E DI RUSSIA" - che ci portano in contatto diretto con gli uomini, recuperando per un attimo la loro esperienza - ci fanno superare i confini della storia e ci portano nell'ambito del non detto, del sentimento.

Così, leggendo e vedendo ciò che hanno fatto, sopportato e sofferto gli Alpini di allora si può comprendere ciò che vive, ovviamente in un contesto molto diverso, un Alpino di oggi.

Giovanni Manione
Generale Comandante
Brigata Alpina "Julia"

Associazione Nazionale Alpini

SALUTO PRESIDENTI DI SEZIONE ANA FRIULI VENEZIA GIULIA

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

L'iniziativa intrapresa dall'Associazione culturale "la bassa", oltre ad inserirsi nell'anno della celebrazione del 150° dell'Unità d'Italia, coincide anche col 70° anniversario dell'attacco alla Russia avvenuto nel giugno 1941, inoltre, si propone come scopo il recupero del Museo di Cargnacco (UD), che necessita di un urgente intervento. Tre motivazioni che contengono significati di ordine istituzionale, storico e solidale, ovvero, in linea con quelli che sono gli ideali promossi da sempre dall'Associazione azionale Alpini. Dobbiamo, però, aggiungere alcune considerazioni sul contenuto dell'opera che è stata realizzata in forma moderna, lasciando raccontare attraverso le oltre 200 fotografie le vicende, l'eroismo, il comportamento verso la popolazione denso di umanità e civiltà, nonché le sofferenze degli Alpini nelle Campagne di Grecia e di Russia, soffermandosi, però, anche su retroscena che denunciano episodi di malcostume. Il volume costituisce quindi una efficace testimonianza che vede, soprattutto, i giovani come destinatari di questo messaggio.

Infatti, con l'abolizione della leva, la diffusione della cultura e della conoscenza delle vicende degli Alpini può avvenire anche attraverso queste pubblicazioni che, per il loro contenuto, possono trasmettere gli ideali acquisiti dai giovani nel passato durante il servizio alla Patria. Con queste premesse, le Sezioni dell'A.N.A. del Friuli-Venezia Giulia, alle quali si sono aggiunte anche quelle del Nord-America, hanno subito aderito con entusiasmo confermando il loro patrocinio con l'impegno a favorire la diffusione del libro all'interno dei propri Gruppi e presso le istituzioni scolastiche, per insistere nel mantenere la memoria delle nostre radici.

I Presidenti delle Sezioni
dell'Associazione Nazionale Alpini del Friuli-Venezia Giulia

Umberto Taboga
Sez. Carnica
Rino Petrig
Sez. Cividale
Ivano Benvenuti
Sez. Gemona
Paolo Verdoliva
Sez. Gorizia
Luigi Ronutti
Sez. Palmanova
Giovanni Gasparet
Sez. Pordenone
Fabio Ortolani
Sez. Trieste
Dante Soravito
De Franceschi

Sez. Udine
Gino Vatri
Commissione Intersezionale
A.N.A. Nord-America

L'Associazione culturale "la bassa", nel 150° anniversario dell'Unità d'Italia, al fine di portare un contributo alla conoscenza della storia e delle vicende che hanno coinvolto tanti giovani della nostra regione, intende ricordare, attraverso la stampa di un volume, le epiche gesta dei nostri soldati alpini durante la Seconda guerra mondiale.

Le fotografie provengono principalmente dall'Archivio della "Brigata Julia" e dal fondo dell'aiutante di battaglia sergente maggiore Santo Vincenzo De Paoli.

L'iniziativa editoriale, oltre a rinsaldare la conoscenza delle gesta eroiche degli alpini, dettate dal senso del dovere di obbedire alla Patria, e ai grandi valori umani trasmessici da questo mitico Corpo, è rivolta fondamentalmente per un segno di solidarietà per il recupero del Museo di Cargnacco (UD), ora in grave degrado, posto accanto al Tempio, sorto in onore dei soldati italiani Caduti sul fronte russo nella Seconda guerra mondiale.

Mi tornano nella mente le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, nella visita a Tambov, nel 2000: "Queste cose non saranno mai insegnate abbastanza bene. Studiare la storia èfondamentale. E' la migliore istruzione che si possa dare. Ma per questo non basta studiare solo a scuola e sui libri di testo. Occorre avere il desiderio di conoscere il nostro passato, le nostre radici. Quindi sono le letture che uno fa al difuori della scuola e oltre la scuola che formano veramente la memoria storica. La memoria non serve solo a conservare. E' fondamentale ravvivare la memoria percbè se non si tiene viva la memoria ogni cosa anche terribile del passato può tornare a ripetersi. L'oblio genera indifferenza. La fiducia nell'avvenire si nutre della memoria del passato".

Facendo tesoro di queste sacrosante parole, voglio trasmettere e consolidare questo messaggio attraverso le drammatiche immagini che hanno segnato i destini di tantissime famiglie, facendo strage della miglior gioventù d'Italia.

La bassa, pertanto, è riconoscente verso le Sezioni A.N.A. del Friuli-Venezia Giulia e del Nord America, cui hanno dato il loro patrocinio e confida che il libro possa essere portato dagli stessi alpini nelle scuole dei loro paesi.

Enrico Fantin
presidente
Associazione Culturale "la bassa"


Immagini tratte dal libro next