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Palazzolo e la Grande Guerra

di Giuliano Bini

L'inutile strage
Così definì la guerra, il 9 agosto 1917, papa Benedetto XV, tentando invano con proposte di pace di far cessare le ostilità fra le nazioni in conflitto e di salvare l'Europa da una catastrofe che già tanto le era costata e che infine le costò quasi nove milioni di caduti, la tremenda epidemia della febbre spagnola, con altri milioni di morti, un numero ancora maggiore di mutilati, feriti e ammalati. A queste disastrose perdite umane, al degrado morale dovuto alla banalizzazione e all'esaltazione della violenza nei rapporti umani, si aggiunse una generale gravissima crisi economica che dilatò la miseria, moltiplicando dappertutto in termini esponenziali il costo della vita, accrescendo notevolmente la disoccupazione, il tutto in una dimensione di maggiore consapevolezza che fece esplodere i conflitti sociali e dette forza alle virulente infezioni del comunismo e del fascismo.

Un'inutile strage che non solo non risolse i problemi dell'umanità del suo tempo, ma che anzi li aggravò provocando, a distanza di soli due decenni, un altro conflitto ancora più disastroso che sconvolse vite, coscienze e beni in una parte ancora più estesa del mondo […].

Solo alla piccola comunità di Palazzolo dello Stella il conflitto costò oltre un centinaio di vittime, fra militari e civili, per dirette cause di guerra e altre duecento, fra locali e profughi dal Piave, morirono a causa della febbre spagnola. Si verificò una vera strage, ben più che una decimazione.

Sono trascorsi novant'anni da quel triste periodo, sui fatti della guerra ora con grande difficoltà si cercano documenti e testimonianze, le ingiallite memorie del tempo. I protagonisti di quei tristi e luttuosi eventi da tempo non ci sono più, possiamo dire che non ci sono più nemmeno i protagonisti di quella ancor più tragica ed ampia carneficina che fu la seconda guerra mondiale, con essi sembrava, o si sperava, dovesse scomparire anche quel loro mondo di ingiustizie, soprusi e violenze e tutte quelle loro ingannevoli dottrine che furono causa e giustificazione di quei tremendi conflitti.

Purtroppo non è stato e non è così, fra tanti di noi inutilmente invecchiati e particolarmente fra tanti delle nostre belle, ricche ed istruite giovani generazioni, ritorna a volteggiare ancora il macabro e nero fascino delle inutili stragi.

(Dalla prefazione dell'autore).